ATTI del CONVEGNO AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO 7 MAGGIO 2010 a CASTELFRANCO VENETO

Atti del Convegno

  

  

  

 

L'AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO

Una Legge di civiltà

Legge 9 gennaio 2004, n. 6

Procedimento giudiziario semplificato, gratuito che valorizza le facoltà che possono residuare al disabile. Cessano i presupposti della negotiorum gestio e un certo non diritto che esce di scena

La presente legge ha la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell'espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente Risponde finalmente ad un grave vuoto legislativo, una tutela giuridica diversa dall'interdizione, che presuppone solo una malattia di mente totalmente invalidante. Era da tempo assai avvertita presso ampi settori della società: associazioni, giuristi, avvocati, medici, l'esigenza di una normativa rispettosa delle differenti situazioni di disabilità permanente o temporanea (insufficienza mentale, malattia psichiatrica, etilismo, tossicodipendenza, malattie senili) che consentisse di indicare per ogni disabile una persona che si preoccupasse della sua qualità di vita, con mandato giuridico personalizzato. Il legislatore italiano tanto si era mostrato audace ed innovativo nello smantellare la tradizionale legislazione psichiatrica, quanto è stato del tutto negligente ed inerte in relazione all'altra faccia del problema, quella per l'appunto dei rapporti privatistici, che invece, e qui sta il paradosso, era destinata ad esplodere e a rilevare tutte le sue insufficienze e contraddizioni proprio a causa della chiusura dei manicomi. L'interdizione, l'inabilitazione e l'incapacità naturale (art.414 e seguenti del C.C.) hanno una tradizione storica remota: risalgono, infatti, al diritto romano e tornarono a noi attraverso il codice napoleonico. Sorgono istituti speciali dove internare un insieme di persone. Per quanto riguarda l'Italia, la legge n. 36 del 1904, perfezionata dal regolamento del 1909 dava ampi poteri ai medici alienisti e sanciva il ricovero coatto in manicomio.E' pienamente rappresentativa di questa corrente di pensiero la definizione del malato di mente come "pericoloso a se stesso e agli altri " e perciò portatore di "pubblico scandalo". Ancorata ai modelli di pensiero ricevuti dalle società ottocentesche, la pericolosità dell'infermo di mente assumeva due valenze tra loro interdipendenti. La prima legata ad un problema di ordine pubblico mentre la seconda riguardava l'assetto degli interessi connesso alla sfera dell'infermo medesimo. Ne conseguivano un insieme di misure volte a produrre il drastico isolamento dei disabili psichici da ogni contatto sociale: internamento coatto e sottomissione ad un regime di isolamento giuridico attraverso l'ablazione della capacità d'agire: Di fronte a questo scenario si inserisce la figura di Franco Basaglia e le riforme legislative dirette ad abolire la segregazione manicomiale ed "a restituire la soggettività" ai disabili psichici. Si comprende perciò che il ripudio dell'interdizione ha un significato sostanziale che va al di là della semplice modifica del linguaggio legislativo, è modifica di sostanza e consiste nel fatto che è stato interrotto ed anzi invertito l'orientamento teorico che, come un dogma indiscutibile, ipotizzava l'equazione automatica necessaria tra l'accertamento dell'infermità mentale e l'esclusione del malato stesso da ogni possibile forma di rapporto giuridico privato. Il grande capovolgimento operatosi dapprima con la riforma francese e poi con quelle che sono seguite negli altri paesi, consiste dunque principalmente nell'abbandono del modello dell'incapacità legale e nell'aver affermato il principio di personalizzazione o se si vuole di individualizzazione di tutti i provvedimenti privatistici concernenti i disabili psichici. E ciò con due conseguenze assai significative: l'una è quella di eliminare ogni forma di mortificante esclusione laddove questa si rilevi in concreto sproporzionata o inutile o addirittura dannosa, l'altra di valorizzare le facoltà psichiche che possono residuare al disabile, vuoi al momento dell'assunzione dei relativi provvedimenti, vuoi sopravvenute a seguito dell'evoluzione della patologia. L'Amministratore di sostegno è una dell'innovazioni più utili, sentite ed attese dagli interessati, dai loro familiari e da tutta la società civile, sensibile ed attenta alla dignità e ai diritti fondamentali della persona. La legge, quindi nasce anzitutto dalla necessità di allargare la tutela degli incapaci anche ad ipotesi non strettamente legate alla malattia mentale, nonchè dall'opportunità di affiancare loro una figura che non sia esclusivamente sostitutiva, ma anche protettiva e stimolatrice. A ciò si aggiunge una procedura veloce, con il procedimento di nomina dell'amministratore gratuito, atti e provvedimenti relativi non soggetti all'obbligo della registrazione, esenzione dal contributo unificato (ex bolli). Le Associazioni Etica 2001 e A.I.T.Sa.M. di Castelfranco Veneto, con il supporto del Difensore Civico di Castelfranco Veneto, che fin dalla battaglia per l'approvazione della legge si sono levate in difesa di questo nuovo istituto, hanno organizzato prima un corso di formazione rivolto alle famiglie, agli operatori socio sanitari, poi si sono attivati per mettere in rete amministratori di Sostegno, tecnici ed esperti. Passo indispensabile per fornire un aiuto ai neo amministratori, alle famiglie ai professionisti per meglio gestire nel quotidiano i problemi applicativi della nuova legge. Coordinamento degli amministratori di Sostegno, così è stato chiamato, al quale ha aderito anche il Dipartimento di Diritto Privato dell'Università di Trieste, proff. Cendon e Venchiarutti. Abbiamo predisposto un sito www.amministratoredisostegno.com che oltre alla pubblicizzazione dell'Istituto, consentirà la formazione di una banca dati, il monitoraggio dei ricorsi e dei decreti. Miriamo a tener viva l'attenzione su i vari problemi che i soliti detrattori delle buone leggi che non si limitano a rilevare mancanze e a suggerire le modifiche migliorative ma che vorrebbero affossarla. Esempio la non gratuità, la necessità dell'assistenza legale nella preparazione del ricorso e mille altri bizantini cavilli. Le stesse associazioni hanno ritenuto opportuno coinvolgere le istituzioni per la stesura di un protocollo di intesa sul riconoscimento del coordinamento ed impegno personale. Il Presidente della Conferenza dei Sindaci on. Frasson Sindaco di Resana ha dimostrato sensibilità al problema e un'attenzione particolare perché l'interesse sull'argomento rimanga vivo e possa dar vita ad un Ufficio di Pubblica Tutela coordinato dal Difensore Civico. Ha convocato il Difensore Civico avv. Gabriella Folliero alla prossima conferenza dei Sindaci per esporre il progetto, che coinvolgerà successivamente anche l'U.L.S.S. n. 8. E' evidente che per una maggiore e migliore efficacia del progetto, questo debba essere sostenuto sopratutto da quelle istituzioni alle quali è conferita la tutela dei propri cittadini e questo: " Per non dimenticare"

Il Difensore Civico avv. Gabriella Folliero

E' un'iniziativa resa possibile grazie al contributo del Centro Servizio per il Volontariato della provincia di Treviso, con i fondi previsti dall'art.15 della Legge 266/91.