L'Amministratore di Sostegno

Una Legge di civiltà

disabilità handicap anziani

Procedimento giudiziario semplificato, gratuito che valorizza le facoltà che possono residuare al disabile. 

Cessano i presupposti della negotiorum gestio e un certo non diritto che esce di scena

La presente legge ha la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell'espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente Risponde finalmente ad un grave vuoto legislativo, una tutela giuridica diversa dall'interdizione, che presuppone solo una malattia di mente totalmente invalidante. Era da tempo assai avvertita presso ampi settori della società: associazioni, giuristi, avvocati, medici, l'esigenza di una normativa rispettosa delle differenti situazioni di disabilità permanente o temporanea (insufficienza mentale, malattia psichiatrica, etilismo, tossicodipendenza, malattie senili) che consentisse di indicare per ogni disabile una persona che si preoccupasse della sua qualità di vita, con mandato giuridico personalizzato. Il legislatore italiano tanto si era mostrato audace ed innovativo nello smantellare la tradizionale legislazione psichiatrica, quanto è stato del tutto negligente ed inerte in relazione all'altra faccia del problema, quella per l'appunto dei rapporti privatistici, che invece, e qui sta il paradosso, era destinata ad esplodere e a rilevare tutte le sue insufficienze e contraddizioni proprio a causa della chiusura dei manicomi. L'interdizione, l'inabilitazione e l'incapacità naturale (art.414 e seguenti del C.C.) hanno una tradizione storica remota: risalgono, infatti, al diritto romano e tornarono a noi attraverso il codice napoleonico.